VACANZE A CAPO NORD........ ESTATE 2004.............

Tutto è cominciato con il bussare della primavera alle porte della mia voglia di evasione..... quando la mia mente vagava già da tempo verso le lande desolate del grande nord. Nasce così l'idea del viaggio in Scandinavia, subito assecondato dalla mia compagna di viaggio e di vita Catherine che, come al solito, spiando tra i miei pensieri, viene rapita dalle immagini fantasiose di ciò che la natura e l'avventura di questo trip potesse regalarci, e per non incorrere in false ed inutili esitazioni data la montagna di km da affrontare, lascio che continui a sognare e faccio il tagliando completo alla mia bike, Electra, pronta all'inesorabile fatica.
Mi sembra ieri, sento strillare la sveglia, sono le 5.30... strofinatine agli occhi, vestiti per l'occasione si scende in garage e lei era li, ad aspettare, sembrava volesse dirmi"andiamo!Sono pronta!" Era il 07 Agosto 2004.Eccitati e pronti  cavalchiamo la stracarica creatura, e ci dirigiamo verso Nord.. Passiamo molto lentamente la Svizzera, poi un salto veloce in Austria, per lasciarci  avvolgere dalla noiosa infinità dell'autostrada teutonica.Prima tappa scelta per il riposo notturno è Hamburg, dove troviamo i primi due intrepidi che hanno la nostra stessa meta, ma che lasciamo immediatamente, dato che il loro itinerario comprendeva la Svezia, che noi avevamo invece deciso di scavalcare.
Il sole del secondo giorno ci sveglia alla buon ora, e dopo la prima abbondante colazione, che per tutto il viaggio si rivelerà tra i pasti più succulenti, riprendiamo la strada, e per sera siamo nelle vicinanze di Skagen, in Danimarca, e ci imbarchiamo subito per la Norvegia .Mentre la costa si allontana dalla nostra vista, proviamo ad addormentarci, per sognare le attese terre vichinghe, quando una lingua incomprensibile ci da il benvenuto appena svegli, in Norvegia, con il pungente freddo mattutino che ci consiglia il cambio guanti con quelli invernali.... Oslo, il primo tour culturale,ci rapisce per un paio di giorni contornati da un sole caldo inaspettato,tanto che si gira in pantaloncini e canotta, ma poi si riparte presto per la prossima meta, e questi abiti restano solo un ricordo.
Accompagnati dalle melodie del vento nordico,i primi scorci panoramici sorprendono la nostra fantasia e le strade sempre più difficili ed intermediate da attraversamenti dei fiordi su battelli, ci hanno colmato e saziato l'anima di una gioia indescrivibile. Eccoci finalmente a Bergen, città caratteristica, ma stracolma di colonie di turisti, che invadono il permanente mercato del pesce, dove l'odore stordirebbe  anche uno yeti, e le strillanti strategie dei  venditori delle primizie appena pescate( che scopriamo per la maggiorparte italiani!), attirano la nostra curiosità, per gli assaggi di rito... Salmone, balena , aringhe, ecc... La Cathe sguazza come il dio Bacco in una botte di vino, ma non sembra gradire il gusto della balena...... mentre per le aringhe affumicate, non voglio disgustarvi.....La mia tentazione in fatto di cibo locale arriverà più avanti , in Lapponia, dove in un villaggio di cercatori d'oro ancora all'opera, mi lascio coinvolgere dal consumo di un piatto di renna ricoperta da marmellata di ribes.... Vi assicuro ottima.
Dopo aver fatto visita al quartiere Anseatico di Bergen, risalente al 1600, e girato per conoscenza anche la parte più nuova della cittadina, facciamo ritorno nella piazza del porto dove un gruppo di danzatori folkloristici allietano l'attesa della sera e al termine del curioso spettacolo, ci voltiamo ignari di ciò che sta accadendo alle nostre spalle........una tavolozza di colori che dal porpora si lasciano sfumare al rosa, si spalmano all'orizzonte diventando un tutt'uno con lo specchio d'acqua....Atterriti e silenziosi stiamo a gustarci questo tramonto come un' opera d'arte al Louvre , seguendo il volo dei gabbiani che sembrano danzare tra la musica di questi colori.
Dopo Bergen la salita al nord comincia a diventare indubbiamente più impegnativa, le strade si riducono all'indispensabile, e gli inaspettati acquazzoni cominciano ad inumidire le nostre ossa, anche se i paesaggi sono sempre pronti a ripagare la fatica sprecata, e paese dopo paese, tra la grandiosità di queste terre arriviamo alla Porta del Nord.... dove sostiamo per la consueta sosta caffè bollente che cominciamo a consumare volentieri....La Signorina che servendoci la calda tazza resta piacevolmente sorpresa dal nostro tour, ci informa che salendo troveremo strade sempre peggiori e pericolose, ma il tempo chiediamo? .....PEGGIORERA'!!!!! Freddo e Temporali, con un vento costante, ci attendono appena varcata la soglia della temibile Porta , ma dopo un veloce consulto, Io, la Cathe, ed Electra siamo sempre convinti a continuare, consci del fatto che non è altro che una prova di coraggio che ogni guerriero deve affrontare per godere della degna ricompensa, per non parlare del fatto che ho giurato di tornare indietro solo dopo essere arrivato IN CIMA.....
Tra le curve incessanti mi chiedo, tra i vari pensieri che scorrono nella mia mente un po' innaffiata, come potessero mantenere, in quel di Trondheim, quelle Macchinazze americane super elaborate e finemente aerografate, quel gruppo di universitari, che facendo due conti con il costo della vita scandinava, a malapena si pagheranno l'affitto ed un cibo precario..... Misteri della vita!Ma di una cosa da questa little America  ne abbiamo avuto vantaggio, dato che per il fatto di guidare una figlia d'arte, della cara mamma Harley, la camera d'albergo ci è stata scontata di circa 20 Euro.....
Lungo la valle che ci porta alla scoperta dei pericolosi tornanti della via dei Trolls, ci soffermiamo ad osservare uno strano cartello, non credo ai miei occhi: Attraversamento Trolls?!? Continuiamo sino in cima, buttando l'occhio qua e là..... ma ci siamo quasi convinti che non esistono, anche se per un attimo è stato bello credere il contrario. Arrivati in vetta, con la neve a bordo della strada, troviamo un vero e proprio mercatino, spaccio all'ingrosso delle statuine degli esseri mitologici e leggendari, sfruttati per un ottima fonte di reddito... Fantasticando su di queste goffe creature, lasciamo scorrere i km sotto le nostre ruote,mentre intorno a noi tutto cambia, di nuovo, la terra desolata diventa aspra e le renne cominciano a fare capolino tra questi deserti di montagna, e sempre più spesso ci attraversano senza preavviso, ma povere bestie, non hanno colpa , dato che quando hanno steso la fettuccia d'asfalto che ci spacciano per strada, non hanno pensato alle strisce pedonali..... ma chi vuoi che possa girare a piedi da queste parti??? Le tute dell'acqua sono ormai parte integrante del nostro abbigliamento, dato che ogni tre per due il cielo piangente rende scivoloso ed umido il nostro percorso. Il freddo comincia a farsi insistente, mi chiedo come mai... poi il cartello esplicativo: Circolo Polare Artico.... Welcome. Sosta obbligata, anche perché il ticchettio incessante delle mandibole della Cathe segnano l'ora della pausa caffè.Conosciamo due simpatici siciliani che ritroveremo altre volte durante il tratto da qui a  Capo Nord.
Da qui la meta sembra davvero vicina, e tornante dopo tornante, scavalchiamo le ultime montagne che man mano diventano colline, sino alla tanto desiderata e sognata strada solitaria, che ci avvicina , lasciandoci interpretare dalla nuova mutazione del paesaggio che oramai ci siamo, e come non detto, passato il tunnel sotto l'oceano sbuchiamo per gli ultimi  silenziosi km... Siamo ad Honningsvag, ultimo vero paese prima del sito che è a circa 30 km. Ragazzi che spettacolo, qui il nulla è così appagante, nessuna accozzaglia di inutile cemento, nessun automobilista isterico se non dispersi turisti, nessun semaforo che regola  il tuo cammino, zero regole, zero fast food, zero ciminiere, nulla di nulla, il vuoto più caldo ed accogliente che si possa sperare di trovare.....e la fantasia mi pone la domanda: "perché dopo tutto sto paradiso il caro buon Dio ha avuto la pensata di inquinarla con la creazione dell'uomo?" Certo, la spiegazione unica è per potermi regalare la possibilità di esserci.  Godere di questo spettacolo in silenzio.... E per una volta felicemente a motore spento......
Il paese non offre molto a parte il panorama, che non è poco, ma non siamo arrivati qui per una serata in disco, quindi cerchiamo un alberghetto, e ci lasciamo cadere in un meritato sonno, che fatica ad arrivare dato che le tende se pur scure lasciano traspirare la luce del sole che da queste parti  cala veramente per modo di dire,e che ci porterà, all'apertura degli occhi, al realizzo del sogno che ci ha accompagnato per  tutta la strada.... Vedremo finalmente dove finisce il continente... dove oltre la nostra Electra non potrà più osare.  Ci sentiamo bene, incuranti dell' ormai svanita stanchezza per questi 5300 Km, una sensazione strana,....... come se fossimo in CIMA AL MONDO!
Chiudo gli occhi e ripenso a tutta la strada percorsa, a quanto è stata dura in alcuni momenti,al fatto che ci siamo davvero e da soli, alla fida Bike che altro non ha chiesto se uno o due pieni di benza al giorno per accompagnarci sino a qui, in questo vero paradiso del quale auguro ad ogni biker di poterne respirare al più presto l'essenza.
Ci svegliamo presto, facciamo colazione nell'albergo fantasma, dato che abbiamo l'impressione di essere gli unici ospiti, con la moto gia carica, e come un orso di fronte ad un vasetto di marmellata corriamo al sito più settentrionale di quest'Europa. Dopo una veloce visita interna usciamo e ci avviciniamo al precipizio mozzafiato che segna la vera fine...... un oceano che si perde all'infinito di fronte a noi e ci fa sognare gli iceberg che non lontano giacciono tra il silenzio, quello vero, come quello che ascoltiamo intorno a noi tra le raffiche dell'incessante vento. Preso dall'eccitazione, salto questa barriera di oltre 300mt, qualche bracciata a nuoto, ed eccomi al Polo Nord...... Ma questa è un'altra storia.....che potrete vedere su Dicsovery.......
Cerchiamo di respirare a pieni polmoni la serenità che avvolge questa terra desolata, riempiamo l'animo di emozioni, ma realizziamo presto che nulla è per sempre, quindi a malincuore ci apprestiamo a lasciare quest'incantevole sito dimenticato dal suo creatore......Quindi forcelle dirette verso la Finlandia e via...... Ma aspettate un attimo, ho l'impressione che ci sia qualcosa che non va!Dunque, faccio il punto della situazione, le borse sono piene, la benza l'ho fatta, qualche spicciolo in tasca c'è, le renne continuano a pascolare, il sole è ancora alto, l'oceano immobile, la Cathe c'è....(che culo non mi molla un attimo.),quindi si parte.? No, mi accorgo che il pneumatico posteriore è arrivato alle tele!!!!! Con lo stesso pneumatico in condizioni normali percorro 20.000 Km, e qui l'ho bruciato dopo solo 5500 Km, un grazie all'asfalto norvegese. No problem, dico, esisterà un gommista a Capo Nord?!?! Trenta chilometri dopo, aspettando il botto ad ogni curva, ritorno ad Honningsvag, per scoprire che il caucciù a me indispensabile si trova a 200 km da li....perciò un meccanico va con il suo furgone a prenderlo, e noi ci fermiamo un altro giorno a Nord Kapp volentieri approfittando per una bella scampagnata per questi colli incantati...La mattina seguente eccomi presto al cambio gomme, ma attendo 3 ore, dato che chi era partito è rimasto a piedi, ed un altro volontario è partito in macchina per recuperare il prezioso tesoro...Al rientro l'eroe mi scaglia letteralmente il copertone contro borbottando qualcosa nella sua lingua.. non chiedo spiegazioni e MI MONTO la gomma da solo....poi si riparte davvero.
Il rientro è già segnato sulla mappa... Visitiamo la Lapponia, attraversando la Finlandia  dopo una veloce sosta al troppo commerciale sito di Napapijri, paese del caro Babbo Natale (Quello della Coca Cola!!), girovaghiamo per la regione dei laghi, la parte sicuramente più interessante , ed è proprio durante questo tratto che scopro cosa voglia dire fare FATICA a guidare la moto.... Un vento fortissimo incessante, condito da una perenne pioggerellina giusto per rendere viscido l'asfalto,cerca continuamente di  sbattere giù i 370kg più i bagagli , più noi due, per fortuna senza successo, con l'unico esito che la mia  moto non è più verticale ma proseguo inclinato per resistere allo sfogo di Eolo. Se amate la montagna, ...tornate in Norvegia!, il territorio finnico regala solo, per quanto spettacolari, foreste tra laghi, laghi tra foreste, e il tutto rigorosamente in pianura, con acqua a pelo dell'asfalto, ed altrettanta acqua che dal cielo si ferma sull'asfalto. Il pernottamento nel Monastero di Valamo, a sud, è risultata una forte esperienza, dato che in questo posto, dove monaci estratti dal mondo reale vivono del proprio essere e delle proprie fatiche,si respira la pace, quella vera .
Giunti ad Helsinky divoriamo ogni monumento ed ogni attrattiva, compresa la sosta con pranzo al mercato del pesce al porto, nell'attesa del battello per l'escursione sull'isola di Suomellina, avamposto militare degno delle ore trascorse alla sua scoperta, ma ciò che con fervore ricordiamo è il concerto della filarmonica russa a cui abbiamo assistito in una chiesa scavata nella roccia dove probabilmente eravamo gli unici due Italiani presenti......... Dopo un paio di giorni nella metropoli, decidiamo per la discesa più lunga, quindi ci imbarchiamo per Tallin, Estonia, e dopo poco più di un ora ci troviamo catapultati in una nuova realtà, un paese completamente diverso, dove le donzelle che riempiono le vie del centro valgono il tragitto a piedi dall'Italia, e tutto costa finalmente incredibilmente POCO!!!! Ci siamo così abituati al tenore di vita scandinavo, che per un attimo abbiamo pensato di comprarci un castello per passarci la notte....Questa città merita una visita veramente accurata, ma il percorso è segnato , e il tempo tiranno ci costringe a lasciare il giorno seguente questa medioevale città, non prima però di aver consumato un' ottima cena in uno dei ristoranti del centro allestiti a mò di castello, con cameriere a tema e spettacolo di spadaccini come intermezzo....In tre giorni attraversiamo Lettonia, Lituania  e Polonia, incontrando ovunque le prime impossibilità di comunicazione con i popoli locali, ma la difficoltà maggiore durante la cavalcata di queste strade è cercare di restare in piedi , data la fattezza dell'asfalto che dato il maggior transito di camion, risulta essere un perfetto affiancamento di canaloni dai quali si esce solo con la dovuta rincorsa......Troppa attenzione è vitale in questi paesi, dove la circolazione è regolata dall'incoscienza, agli incroci passa prima chi più osa. Nonostante i fitti posti di blocco chiunque guida alla ricerca dell'ultimo sorpasso, e personalmente io ho provato a sorpassare a 130 km orari una cinquecento impegnata a sua volta nell'azione di sorpasso di una mercedes in una strada a 2 corsie(una per ogni senso) mentre in senso opposto giungeva un altro veicolo, solo per il gusto di vedere in faccia il folle alla guida.
Consecutivamente alla Polonia il nostro itinerario, ormai agli sgoccioli,  comprende la sosta nella Repubblica Ceca a Praga, città che non ha bisogno di elogi, di una ricchezza culturale che primeggia le classifiche artistiche europee.. Tutto è così coinvolgente, siamo sommersi dagli artisti di strada che si esibiscono tra architetture incredibilmente suggestive di questa città che purtroppo dobbiamo lasciare il giorno seguente, dato che ci siamo arrivati il venerdì ed occupato il sabato per la visita, avevamo solo la domenica, ultimo giorno ufficiale di questo viaggio, per il rientro a casa ed  ai rispettivi posti di lavoro il lunedì mattino.... LAVORO!?!? Già, ci eravamo dimenticati di avere lasciato a casa una vita normale che inesorabile attende il nostro rientro, e per l'occasione sfoggiamo a pieni polmoni un bel FUCK THE ORDINARY DAYS!!!!!!
Ultima tappa..... Praga/Cantù, e dopo un migliaio di km percorsi sotto un sole estivo, a Bergamo ci attende il temporale di bentornato, ma non ho più voglia di mettere la tuta, quindi continuo come se nulla fosse e l'acqua scivola sul mio chiodo inzuppato di troppa felicità vissuta in precedenza. Eccoci a casa, finalmente penso, dato che per un attimo la stanchezza sembra sorprendermi....... E la Cathe con un pizzico di ironia mi chiede se tornerei indietro subito... Voi  cosa pensate??? Stavo già facendo manovra per invertire la rotta! Siamo per qualche secondo in silenzio davanti al cancello di casa, ultima barriera, ed il dilemma solito divora la mia mente.."Apro?" So che questo apparentemente insignificante gesto scaraventerà di nuovo la mia fantasia e la felicità del mio animo libero nell'incubo ordinario della quotidianità..... ma se pur esitante lascio scorrere il cancello sapendo che lo scricchiolio delle ruote su  quel binario, mi sveglierà da un sogno durato un mese. Mi scrollo di dosso ogni timore, perché sorridendo riguardo nel mio cuore  consapevole delle sensazioni e dei ricordi di questa avventura,  assolutamente positivi , sono conscio dell'impossibilità di rimuovere tale tesoro dalla mia mente.
Consapevole e grato alla  dea bendata di essere ancora intatto dopo gli 11.000 Km tritati lungo questo viaggio, viste le condizioni di alcune strade percorse, dopo un camion di benzina bruciata, un copertone lasciato in cima al globo ed un fantastiliardo di incomparabili ed indescrivibili emozioni  l'unico rammarico che provo.... È che sia finito. Auguro di cuore a chiunque abbia pensato di intraprendere quest'esperienza, di non esitare ulteriormente e di catturarne al più presto l'essenza, lasciandovi con il doveroso grazie per la lettura e un saluto a tutti i fratelli.......Il vostro Wolf Maurizio (Vicky), nonché" Mangio tutto io e a volte bevo", e dal sellino posteriore la Catherine, che ha avuto la costanza di seguirmi, baciano rispettosamente le mani..... See you on the road!!!!!!!

 

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