| TOURIST TROPHY 98 | ||
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Con
molto ritardo rispetto alle mie
speranze finalmente scrivo il
resoconto di questo bellissimo
viaggio. Andare al TT’ è il sogno
di tutti i motociclisti, quelli da
bar, quelli che mettono il numero
sulla moto insieme alla striscia a
scacchi, quelli stupidi veri insomma!
Dopo un paio di tentativi andati a
vuoto, per mancanza di partecipanti o
per disordine mentale, riusciamo ad
organizzare il viaggio e a partire
per l’isola di Man. Siamo il “
Guru”, al secolo Roberto Bravin ed
io, il Grossi. Dopo la fase
preparatoria siamo finalmente al via
(rigorosamente in piedi e con la moto
spenta come alla 24ore di Le Mans).
NB La fase preparatoria comprende
alcune tappe fondamentali:
prenotazione del biglietto del
traghetto assolutamente obbligatoria,
altrimenti a Liverpool ti lasciano a
terra anche per giorni in lista di
attesa e ti freghi la vacanza.
L’unica compagnia che fa servizio
è la Steam Packet Company.
Prenotazione del B&B non
obbligatoria ma sentitamente
consigliata: l’isola è pieno di
alberghi, pensioni e B&B, ma è
scomodo arrivare di notte sotto la
pioggia e doverselo andare a cercare.
Tiratone in autostrada, prima sosta
Auxerre, albergo e brasserie, la
cittadina è molto carina e comoda
dal punto di vista turistico
(alberghi per tutte le tasche,
ristoranti e brasserie) Dopo questa
tappa ci allarghiamo un po', la
prendiamo comoda e dirottiamo verso
Mont san Michel; vale assolutamente
la pena di fermarsi una giornata e
andare a visitare il santuario, posto
su di un’isola collegata alla terra
ferma da un istmo che la marea
ricopre. Il giorno dopo proseguiamo
per Cherbourg, traghetto (senza
prenotazione, non ci sono stati
problemi) e arriviamo a Portsmouth.
Arriviamo di notte e ci affidiamo a
due sbirri in moto per sapere dove
andare a dormire (gentilissimi, ma se
ti beccano 1 Km./h sopra il limite ti
fanno mangiare la patente). Ci
indicano un albergo, bello ma caro:
per i B&B è troppo tardi.
L’Inghilterra è piena di B&B,
si trovano con facilità e ce n'è
per tutte le tasche, ma attenzione
che bisogna fermarsi presto, perché
alle 5 di pomeriggio sono già tutti
pieni e poi dopo le 6 non si trova più
niente da mangiare; infatti noi ci
siamo ridotti a mezzanotte a mangiare
un ceesburgher al baracchino per
strada.
L’impatto
con l’Inghilterra per i
motociclisti è forte: sarà la guida
all’incontrario (!?!), saranno le
stradine immerse nel verde, ma si
rimane affascinati. Attraversiamo
tutta la campagna inglese passando da
Oxford (se avete tempo vale la
visita) ci fermiamo a mangiare in un
Pub sperduto in mezzo al bosco, al
pomeriggio arriviamo in un paesino
che si affaccia sulla Colwyn Bay: è
buffo, si respira l’aria di Rimini
con le spiagge e le giostrine sul
lungo mare ma fa un freddo della
madonna. Il “Guru” per fare lo
spesso si fa fotografare in costume
rischiando la broncopolmonite. Dopo
una belle mangiata e una ricca bevuta
ci mettiamo a filosofeggiare; c’è
da dire che cominciamo ad avere un
bel po' di chilometri sulle spalle,
anzi sul culo!! La mattina dopo siamo
in coda per
prendere il traghetto. Ci sono
talmente tanti motociclisti, che
invece del personale della nave sulla
banchina ci sono i bobby a tenere
l’ordine. Il traghetto è solo per
le moto, ci sono solo alcuni furgoni
(carichi comunque di moto) per gli
over 80’ che non se la sentono di
fare il viaggio ma che non rinunciano
al TT’. Sul traghetto è pieno di
motard di tutte le razze (ipersportive,
enduro, chopper, moto da bar, 125,
vespe, qualsiasi cosa su due ruote o
tre !), la quantità di birra
consumata è pari a quella del
gasolio che consuma la nave per la
traversata… o forse è di più.
Arriviamo sull’isola e andiamo a
cercare il nostro B&B, è un
po’ fuori Douglas ma vicinissimo ad
una delle più belle curve del
circuito (Kate’s cottage), ci
sistemiamo per la notte e andiamo a
cercarci un bel Pub per mangiare,
aiutati dalle indicazioni della
signora nostra ospite. Sull’isola
non c’è che l’imbarazzo della
scelta per mangiare ma attenzione: se
volete bere alcolici preparatevi a
lunghe code, perché chi ha la
licenza è preso d’assalto,
altrimenti ci sono molti fast food
che non vendono birra e sono sempre
mezzi vuoti. Primo giorno di gare,
finalmente il rombo dei motori, le
sgommate per terra, ecc… E invece
no, piove che dio la manda, tutto
rinviato. Passiamo una noiosa
mattinata al B&B guardando Criket
alla tv!!!!!!! Poi andiamo a
fare un giro a Ramsey sotto la
pioggia, non c’è nessuno, peccato
perché in questo paesino si tengono
le gare di accelerazione. Finalmente
la mattina successiva, dopo una serie
estenuante di rinvii, parte la gara
più importante, la F1. Sono moto da
superbike e 500 da gran premio, ci
appostiamo sul rettilineo della
partenza da dove possiamo vedere
anche i box e le soste per i
rifornimenti. Lo spettacolo è
entusiasmante, dopo un po’ ci
spostiamo su di una curva prima del
rettilineo finale, un tornantino a
gomito che i pazzi affrontano dopo un
rettifilo in discesa. Alla fine della
gara parte il giro d’onore per le
moto storiche; dovevano realizzare
anch'esse una gara ma, per le
condizioni del tempo, gli
organizzatori preferiscono limitare
il tutto ad un unico giro di pista a
velocità ridotta. A seguire fanno
entrare sul circuito anche gli
spettatori che vogliono provare
l’ebbrezza di un giro al TT’. Nei
primi chilometri, nella cittadina,
hanno installato un autovelox ogni
100m: fanno bene a non fidarsi! Perché,
nonostante la pioggia, appena usciti
dalla città sulle strade di montagna
si scatena la bagarre; il Guru parte
all’inseguimento di un inglese in
sella ad una Suzuki anteguerra; io
viaggio schiscio, ho già i miei
problemi a stare dritto su quelle
stradine di montagna. Quando ci
ricongiungiamo ammette che
effettivamente quello andava troppo
anche per lui !!!!! Alla sera a
Douglas c’è un gran casino, siamo
tutti lì ,con la voglia un po'
morbosa di vedere qualche numero
serio (burn out e impennate si
sprecano), ma la polizia vigila
compatta ( hanno ragione loro, la
miscela tra alcool e stupidità è
esplosiva) permettono solo a qualche
passeggera di esibirsi in topless
(rigorosamente con il casco
indossato). Al secondo giorno
assistiamo, nuovamente sotto la
pioggia, alla gara delle
“lightweight” (supersport e 250
da gran premio).Visto il tempo ci
fermiamo vicino al B&B, lo
spettacolo è bello ma dura poco
perché la gara viene ridotta a solo
due giri, piove oramai che dio la
manda ed è veramente impossibile
tirare a quelle velocità. Al
pomeriggio il Guru si scatena,
andiamo a vedere le celebrazioni per
il cinquantenario della Honda, per
lui con il suo CBR è una pacchia.
Tutto è organizzato molto bene, ma
è un po’ troppo per gli “addetti
ai lavori”: se sei solo un motard
inzuppato d’acqua e intirizzito dal
freddo ti danno poco retta.
Levataccia alle 4 di mattina per
prendere il traghetto del ritorno,
tutti imbarcati e si parte, finché
si riesce a dormire tutto ok , poi
son dolori per chi soffre il mal di
mare. Mi faccio tutto il viaggio di
ritorno fuori sul ponte, al freddo e
sotto la pioggia per cercare di non
star male. Arrivati sulla terra ferma
ci facciamo tutta una tirata fina a
Canterbury, purtroppo saltiamo la
tappa prevista a Londra per problemi
di tempo. Canterbury è molto bella,
vicina a Dover è la tappa ideale
partendo o arrivando in Inghilterra.
La mattina dopo prendiamo il
traghetto per Calais e ci infiliamo
in autostrada. Dopo la tappa notturna
a Troyes ( nel senso di paese, cosa
avevate pensato?) ci allunghiamo
verso casa; attraversamento del
Bianco con pioggia, come da
regolamento, e poi tutta autostrada
fino a Milano. Ma in un autogril
vicino a Novara, inattesa, capita una
vera soddisfazione! Pioviggina e fa
freddo, ci infiliamo dentro con
ancora il casco in testa, c’è la
partita di calcio dell’Italia, che
noi non ci filiamo neanche, e la
commessa ci scambia per Inglesi!!!
Se a qualcuno è venuta voglia di andare al TT’ vuol dire che è proprio matto: fa freddo, piove, costa un sacco di soldi, gli inglesi guidano al contrario e sono convinti di avere ragione. Però se proprio non riuscite a resistere datemi un colpo di telefono che io ci torno volentieri. Andrea "il grossi" |